Come era bella la Vigilia di Natale di una volta... Stampa
Scritto da Oscar De Lena   
24 dicembre 2019 S.Adele - Vigilia di Natale
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Con l'avvicinarsi del Natale diventiamo tutti un pò più buoni e nostalgici e  ricordiamo l'infanzia e i sapori di una volta. Una bella poesia della nostra compaesana Nicoletta Lafratta aveva questo titolo: "Quand jeve bill na vote... " Infatti era proprio così! Nel periodo natalizio di una volta noi più anziani ricordiamo ancora l'odore di fritto delle "scrippelle" che proveniva dai vicoli e le piazzette di S.Giacomo. In tutte le case già da alcuni giorni erano stati preparati i "caveciune"  e i "cecerchiète" da offrire a parenti e agli amici che venivano a farci gli auguri. Erano i nostri dolci natalizi che aspettavamo per dodici mesi per gustarceli... In casa non c'era il riscaldamento e il luogo di ritrovo era per tutti noi sotto un camino dove bruciava il ceppo di Natale conservato apposta per questa magica sera o intorno ad un braciere dove ognuno raccontava a sua volta quello che da bambino aveva ascoltato dai suoi nonni. Nelle case c'era tanto movimento era  tutto un brusio di gente indaffarata a preparare i dolci e i pranzi tipici che poi si consumavano durante le festività natalizie e dopo le feste. La tradizione voleva che per la sera della vigilia si preparasse il sugo con le anguille che arrivavano dal lago di Lesina per condire gli spaghetti, il capitone arrosto, per chi poteva, e poi il baccalà e il cavolfiore. Fichi secchi, noci e qualche mandarino completavano il "cenone" e, con le bucce dei mandarini buttate nel braciere ardente, si profumava l'aria che si respirava. Il giorno di Natale, poi, finalmente si poteva gustare un pò di carne che non sempre si aveva la possibilità di comprare durante gli altri mesi dell'anno. Il brodo con il cardone il giorno di Santo Stefano. La serata proseguiva con una tombolata a 10 lire a cartella e, a mezzanotte, tutti in chiesa per la messa solenne e, mentre don Vincenzo Traglia celebrava la funzione più bella dell'anno, don Peppe Caruso il direttore delle Poste del paese, valente musicista, suonava l'organo e qualcuno di noi andava ad azionare le aste che comandavano il mantice che permetteva all'organo di produrre il suono. Le ragazze dell'Azione Cattolica cantavano le canzoni del Natale. Poi, prima di tornare a casa, tutti vicino al presepio che alcuni volenterosi avevano realizzato nella cappella della nostra chiesa per baciare il "Bambinello" appena nato.
Oggi, nonostante la crisi economica, c'è più abbondanza di cibo però spesso nelle famiglie manca la serenità e la gioia nei cuori da condividere con gli altri. E' pur vero che c'è  più di benessere diffuso ma manca il gusto dello stare insieme e la pace nelle famiglie che spesso, prese dai problemi della mancanza di un posto di lavoro, della disoccupazione dei giovani che non riescono a trovare un impiego non danno il giusto rilievo a questa grande festa della cristianità che è il Santo Natale. Eppure una volta  la gente aveva poco ma era serena e contenta.
Cari lettori del nostro sito auguro a tutti voi  e  ai vostri cari di passare il più bel Natale della vostra vita, in pace, serenità e soprattutto in salute e che tutto quello che desiderate... possa avverarsi.
Per allietare questa festività guardate il video sottostante che mentre scorrono alcune immagini natalizie ha come colonna sonora due belle canzoni del nostro compaesano Luigi Rosati dedicate a questa Notte Magica
Buon Natale a tutti voi e ai vostri familiari
da parte di Oscar De Lena e famiglia.
Redattore del sito di S.Giacomo